martedì 3 marzo 2015

Retrospettiva Scorpions - parte 1 (1972-1979)

Dopo l'uscita dell'ultimo album Return to forever, la retrospettiva stavolta è dedicata al gruppo hard rock teutonico

Lonesome crow (1972) **1/2
Fondato nel 1965 dal chitarrista ritmico Rudolph Schenker il gruppo esordisce in studio qualche anno dopo con un album di hard-rock psichedelico dominato da lunghe jam strumentali con chitarra sempre protagonista, sonorita' completamente diverse da quelle alle quali ci abituera' nel futuro. A mettersi in mostra e' soprattutto il chitarrista, nonche' fratello minore di Rudolph, Michael Schenker che pero' abbandonera' il gruppo subito dopo l'uscita dell'album. Il cantante Klaus Meine (entrato da poco nel gruppo per scelta di Michael Schenker) sembra uno dei tanti, relegato un po' nelle retrovie, ancora un po' grezzo. Si rifara' alla grande in futuro. L'album da il suo meglio nella sinistra e doorsiana "I'm going mad" e nelle suadenti e misteriose "Inheritance" e "In search of peace of mind". Di buon livello anche "Leave me" mentre la title track e' interessante ma forse un po' troppo tirata per le lunghe (13 minuti).
Subito dopo la pubblicazione, Michael Schenker abbandonerà lasciando del tutto le chiavi in mano al fratello maggiore che trascinerà il gruppo sino ai giorni nostri.

Canzoni migliori: I'm going mad, Leave me, Inheritance
Canzoni peggiori: It all depends, Action

Fly to the rainbow (1974) ****-
Alla chitarra subentra Ulrich Roth e i cambiamenti a livello musicale sono evidenti: ancora hard rock psichedelico ma stavolta molto piu' vario, che a tratti ricorda alcune cose di Jimi Hendrix. I brani sono molto più dinamici e veloci, basti ascoltare ad esempio l'iniziale e profetica "Speedy's coming", ma anche pezzi divisi in 2 parti (inizio acustico e proseguimento in pieno stile hard rock anni 70') come "They need a million" o "Far away". Il brano migliore dell'album probabilmente e' la title track che nei suoi 10 minuti contiene anche vaghi rimandi al prog, uno dei pochi pezzi "epici" e stumentalmente ricchi della band. "Fly people fly" e' il primo tentativo di "ballata alla Scorpions".

Canzoni migliori: Fly to the rainbow, They need a million, Speedy's coming, fly people fly
Canzoni peggiori: nessuna


In trance (1975) ***1/2
Eliminata quasi del tutto la psichedelia si sceglie di virare decisamente verso l'hard rock anni 70' con risultati discreti.
Pezzi veloci e "affilati" come "Top of the bill" o "Robot man" rappresenteranno la cifra stilistica futura, ma l'album e' costituito soprattutto da un elevato numero di ballate, spesso pessimistiche e dominate dalla chitarra sinistra di Roth: "Living and dying", "Life is like a river" e "Evening wind" sono piuttosto emblematiche. Tuttavia la ballata piu' famosa dell'album (e tra le piu' famose in carriera) restera' la meravigliosa title track: un esempio perfetto di grandiosita' racchiusa in pochi semplici minuti. Non tutto funziona, alcuni riempitivi rovinano un po' la qualità generale di un album che poteva decisamente essere superiore

Canzoni migliori: In trance, Life is like a river, Evening wind, Robot man
Canzoni peggiori: Dark Lady, Sun in my hands.


Virgin Killers (1976) ****-
Formula ulteriormente semplificata: banditi quasi del tutto i lunghissimi assoli di Roth l'album invece si affida ad una manciata di pezzi brevi e rockegggianti, quasi tutti riusciti: "Pictured life" comincia l'album alla grande col suo basso pulsante ed il suo riff di chitarre distorte, "Catch your train" si avvale di un ritornello irresistibile, "Backstage queen" ricorda un po' il pezzo iniziale come energia e intenti. Le ballate seppure siano diminute restano di buon livello: "In your park" non raggiunge le vette di In trance ma è ugualmente godibile, mentre "Crying days" e la lunga e oscura "Yellow Raven"  ricordano le sonorità dell'album precedente.
Ancora più che nel passato (Fly to the rainbow, In trance) la copertina susciterà scalpore e sarà censurata un po' dapertutto risultando tra le più discusse in assoluto e generando perfino in tempi recenti una disputa tra Wikipedia e l'FBI. La stessa band cercherà di prenderne per quanto possibile le distanze (Roth dichiarerà che quelle copertine erano scelte di pessimo gusto e che forse oggi ci penserebbero su prima di farle pubblicare).

Canzoni migliori: Pictured Life, In Your Park, Catch Your Train, Crying Days, Yellow Raven
Canzoni peggiori: Virgin Killer, Hell Cat



Taken by force (1978) ****-
Nella formazione entra Herman Rarebell alla batteria, le sonorità sono simili all'album precedente anche se i brani si dilatano leggermente e a tratti si fanno meno spigolosi e più immediati. Ancora una volta il disco si divide in 2 parti: da un lato i pezzi più veloci e immediati come l'iniziale "Steamrock Fever"  o "The Riot of Your Time", dall'altro pezzi un po' più complessi e lunghi. Tra queste ultime spicca un terzetto di notevole livello: "The Sails of Charon" dominata dalle chitarre di Roth e con rimandi alle sonorità degli album precedenti, la varia e godibilissima "We'll Burn the Sky"  (che inizia in maniera dolce per poi esplodere nel ritornello e nella parte finale) il cui testo fu scritto dall'ultima compagna di Jimi Hendrix, chiude la dolce "Born to Touch Your Feelings" (8 minuti tra i migliori della carriera degli scorpioni). Simpatica e irriverente infine "He's a Woman - She's a Man".
Questo è l'ultimo album nel quale figura Ulrich Roth alle chitarre, in un certo senso il gruppo non sarà più lo stesso.

Canzoni migliori:  We'll Burn the Sky, Born to Touch Your Feelings,  The Sails of Charon, The Riot of Your Time
Canzoni peggiori: Your Light



Lovedrive (1979) ***+
Matthias Jabs sostituisce Ulrich Roth alle chitarre, donando alla band un suono meno pirotecnico e più essenziale. Tutto sommato però l'album risulta riuscito, anche se con qualche riserva.
L'iniziale "Loving You Sunday Morning" è emblematica del nuovo corso della band: pezzi meno complessi e grezzi, con sonorità più commerciali anche se non banali. Tra le cose migliori "Is There Anybody There?"  con le sue influenze quasi reggae, la ballata "Always Somewhere"  (che ricorda forse troppo Simple man dei Lynyrd Skynyrd) e soprattutto la conclusiva "Holiday" , una lunga ballata dominata dalle chitarre dove Meine ormai è giunto alla piena maturazione come cantante.
Ancora una volta la copertina susciterà polemiche e negli anni verrà puntualmente inserita tra le peggiori della storia del rock

Canzoni migliori: Holiday, Loving You Sunday Morning, Always Somewhere
Canzoni peggiori: Can't Get Enough, Lovedrive



Nessun commento: